• hotel ristorante Miramare Bosa Marina
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BENVENUTI

Hotel a conduzione familiare a due passi dal mare e a circa 2 km dal centro storico, il Miramare dispone di 16 camere con bagno, verande private con vista panoramica sul mare, aria condizionata, TV e predisposizione per ospiti disabili. Presso la struttura troverete anche un ampio parcheggio privato gratuito. Nella sala bar/ristorante è disponibile gratuitamente la connessione internet Wi-Fi. Il ristorante dell'hotel serve piatti tipici sardi e italiani preparati solo con i migliori ingredienti della zona. L'hotel si trova a 5 minuti dalla fermata degli autobus e a circa un'ora dall'aeroporto di Alghero.

hotel ristorante Miramare Bosa Marina
hotel ristorante Miramare Bosa Marina
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.......I nostri prodotti

Gastronomia

(Aragosta - Olio d'Oliva - Malvasia di Bosa)

La gastronomia è sicuramente uno degli aspetti più interessanti. Si possono gustare i saporitissimi piatti tipici e tradizionali della cucina bosana. I menù sono ricchi e variegati, si va da una larga offerta di antipasti di mare tra i quali spicca "S’Azada", piatto realizzato con "S’Iscritta" (Razza) e Gattuccio (Baldolos). L’ambiente incontaminato e un mare limpido e pescoso garantiscono la genuinità e i sapori di questi piatti. L’Aragosta la regina della tavola rappresenta il piatto piu prestiggioso, anche tra i secondi piatti, cucinata alla bosana, con un condimento semplice quanto incisivo: l’olio d’oliva. Viene poi guarnita con uova sode, sedani e pomodori a spicchi. Il tutto accompagnato da un Vino nobile da meditazione la Malvasia di Bosa, ottimo anche per aperitivi e dessert, ottenuto dal vitigno Malvasia di Sardegna.

Artigianato e Tradizioni

(Filet)

Le sue origini, strettamente legate al mondo della pesca, si perdono in un tempo lontano, quando le abili mani delle donne incominciarono a creare in una semplice rete distesa su di un piccolo telaio preziosi ricami, col tempo sempre più raffinati tanto da poter essere considerati opere d’arte. l filet è il re dell’artigianato di Bosa.Ancora oggi passeggiando per le strade dell’antico quartiere, fra slarghi, stradine e viottoli, è facile incontrare delle donne che sedute sull’uscio di casa, con in grembo su rundadu, con arte paziente e virtuosa destreggiano abilmente l’ago e danno vita a personaggi mitici e leggendari oppure disegnano simboli religiosi o motivi desunti dalla tradizione sarda più classica.

cucina tipica Bosa - Sarda
cucina tipica Bosa - Sarda
cucina tipica Bosa - Sarda

........Carnevale Bosano (Karrasegare Osinku)

Il Carnevale di Bosa, chiamato ancora oggi Karrasegare, poteva iniziare o a capodanno o per Sant'Antonio con l'uscita delle prime maschere. Il "Lardazholu" (laldaggiolu) è la festa che precede quella del giovedì grasso. Nei primi giorni della settimana gruppi di amici e parenti organizzano la questua per il cenone di Lardazholu.
La mattina e la sera del giovedì, gruppi in maschera (spesso estemporanea) girano per la città visitando amici e parenti cantando "Muttettus a trallallera", chiedendo e ricevendo in cambio "Sa palte ‘e cantare", derrate alimentari di ogni genere, buone per il cenone nel quale le maschere gozzovigliano allegramente. Il giovedi grasso nazionale vede tutte le scuole di bosa e dintorni gruppi di maschere a tema e maschere libere sfilare per tutto il giorno per le vie della città. Il sabato vengono aperte le cantine e le maschere girano da cantina in cantina gli stessi gruppi sfileranno la domenica e il lunedì. Il"martedì grasso" rappresenta il culmine dei festeggiamenti. S’inizia la mattina con il lamento funebre de S’Attittidu. Le maschere indossano il costume tradizionale per il lutto: gonna lunga e ampio scialle nero; ogni maschera porta in braccio una bambola di stracci o qualcosa di simile che spesso ha un riferimento al sesso.

Le maschere, con voce in falsetto, emettono un continuo lamento, S’Attittidu appunto, e chiedono unu Tikkirigheddu de latte per ristorare il bambino che è stato abbandonato dalla madre dedita ai bagordi del Carnevale. La notte del martedì tutti indossano la maschera tradizionale bianca (solitamente un lenzuolo per mantello e una federa per cappuccio), per cercare il Giolzi Moro.
Il Giolzi era ed è la caccia al Carnevale che fugge e si nasconde nel sesso; I Giolzi cercano Giolzi illuminando con un lampioncino la parte puberale delle persone che incontrano gridando: Giolzi! Giolzi! Ciappadu! Ciappadu! (l’ho preso). La festa si termina con i roghi che bruciano enormi pupazzi nelle vie e nelle piazze del centro della città.

carnevale Bosano
carnevale Bosano
carnevale Bosano
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